Biografia


Di origini siciliane - i genitori erano di Gela - Chiaramonte inizia a fotografare alla fine degli anni sessanta, nel solco della ripresa della forma figurativa, dopo la grande stagione astratta e informale di certe tendenze della Pop Art e dell'Arte concettuale.

L'immagine di Chiaramonte si è formata sul modello della scuola americana di Alfred Stieglitz e di Minor White, e successivamente si innesta nel solco della tradizione teologica ed estetica della Chiesa d'Oriente, incontrata in Pavel Nikolaevič Evdokimov, Olivier Clément e, soprattutto, nel regista russo Andreij Tarkovskij ed ha come tema principale il rapporto tra luogo e destino nella civiltà occidentale.

Già fin dalle prime ricerche sul paesaggio italiano, l'opera di Chiaramonte si manifesta come una personale sequenza di immagini nella quale le fotografie, pur singolarmente significative, acquistano nel loro insieme una straordinaria forza narrativa.
Caratteristica della sua fotografia è l'uso del formato quadrato, derivato dal negativo 6x6. Egli attribuisce al quadrato un valore simbolico, un valore di rapporto fra terra e cielo, in cui tutti gli elementi trovano la giusta collocazione.[1]

Dopo la mostra e il volume Fotografia europea contemporanea, in cui presenta nel 1983 i più importanti autori della sua generazione, si dedica dapprima alla relazione tra luogo e identità dell'uomo con i volumi Giardini e paesaggi, 1983, e Penisola delle figure, 1993. Affronta poi il dramma essenziale delle radici e del destino dell'Occidente in Terra del ritorno, 1989, e in Westwards, 1996. Un'elegia e un viaggio di ritorno nei luoghi del Mediterraneo è Ai confini del mare, 1999.

Nel 2000 con i poeti e scrittori Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Luca Doninelli, Umberto Fiori, Giovanni Raboni, Davide Rondoni pubblica ed espone in Triennale l'opera Milano. Cerchi della città di mezzo. In occasione del restauro della facciata della Scala realizza il volume d'artista In corso d'opera. Nel 2002 esce Frammenti dalla Rocca. Cefalù, e nel 2003 Dolce è la luce. Successivamente pubblica Abitare il mondo: Europe, 2004, Berlin. Figure, 2004, Attraverso la pianura, 2005, Senza foce, 2005.

Nello stesso periodo gli viene conferita la laurea Honoris Causa in Architettura dall'Università degli Studi di Palermo, per la ventennale collaborazione sul tema della città e dell'abitare con le riviste e le istituzioni nazionali e internazionali.

Tra i lavori più recenti ricordiamo Come un enigma_Venezia, 2006 e Nascosto in prospettiva, 2007.

Nel 2010 espone L'altro_nei volti nei luoghi, un originale lavoro realizzato tra Palermo e Milano, organizzato in sequenze di trittici con al centro un ritratto.

Giovanni Chiaramonte ha esposto in mostre personali e collettive in tutto il mondo, ed ha pubblicato un centinaio di servizi per le più importanti riviste di architettura, prima tra tutte Lotus International. Collabora stabilmente con la rivista di cinema e cultura dell'immagine duellanti, per la quale cura la sezione dedicata alla fotografia.

Ha fondato e diretto collane di fotografia per Jaca Book, Federico Motta Editore, Società Editrice Internazionale e Edizioni della Meridiana.
Attualmente è docente di Storia e Teoria della Fotografia alla Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano.